
Settimo - traliccio "Tino Faussone"
prog. arch. Adriana Zamboni
meteosettimo è:
- meteosettimo
- Enrico Mario Lazzarin scrive poesia dalla 1a elementare. E’ socio fondatore dell'ass. cult . “Due Fiumi” di Torino e dintorni. E’ ideatore e organizzatore della rassegna di poesia e musica “Poesia Vagabonda” giunta alla 14a edizione, nella città dove risiede, Settimo Torinese. E’ redattore della rivista “Corrente Alternata”, . Ha pubblicato due raccolte di versi: "Non piove più" (Taurus -Torino,1999) e "Ombrelli d'aprile" (Magie di carta - Chieri, 2007). Ha vinto numerosi premi per la poesia e la narrativa.
Settimo Torinese - torre medioevale
50 anni di Settimo Città
foto del mese
martedì 22 settembre 2009
(Settimo, sabato 19 settembre 2009)_525
TRA LE NUVOLE GRIGIE
Dai contorni giallini delle foglie dei tigli
viene su la mattina e la prima nebbiolina
di quest'autunno,
leggero autunno dai profumi del vino forte.
Il verde è ancora ampio e splenderà ,
insieme alle foglie,
in un riflesso dell'estate passata:
negli occhiali da sole dentro il cassetto dell'auto nuova,
comprata per metà a rate,
in un bagliore tra le nuvole grigie,
scorgeremo,
il sole solitario di fine stagione.
.
TRA LE NUVOLE GRIGIE
Dai contorni giallini delle foglie dei tigli
viene su la mattina e la prima nebbiolina
di quest'autunno,
leggero autunno dai profumi del vino forte.
Il verde è ancora ampio e splenderà ,
insieme alle foglie,
in un riflesso dell'estate passata:
negli occhiali da sole dentro il cassetto dell'auto nuova,
comprata per metà a rate,
in un bagliore tra le nuvole grigie,
scorgeremo,
il sole solitario di fine stagione.
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(Settimo, venerdi 18 settembre 2009)_524
DA UN PALMO ALL'ALTRO
Nuvole grigie,
aperto un varco di luce
chiuse da cenni,
accenni di mani,
che si passano da un palmo all'altro
grigi e chiari scuri contorni di nubi.
Da un palmo all'altro.
Batter di ciglia
occhi scuri che riflettono paesaggi, assaggi,
passaggi.
Cielo di fine estate
quasi fine
quasi inizio d'autunno
nella schiena curva della fine giornata.
.
DA UN PALMO ALL'ALTRO
Nuvole grigie,
aperto un varco di luce
chiuse da cenni,
accenni di mani,
che si passano da un palmo all'altro
grigi e chiari scuri contorni di nubi.
Da un palmo all'altro.
Batter di ciglia
occhi scuri che riflettono paesaggi, assaggi,
passaggi.
Cielo di fine estate
quasi fine
quasi inizio d'autunno
nella schiena curva della fine giornata.
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giovedì 17 settembre 2009
(Settimo, giovedi 17 settembre 2009)_523
OGNI ORA UN NOME, OGNI NUVOLA UN ORA.
Le tre del pomeriggio assomigliano a Tiziana
sempre nel mezzo
mai un colore unico o un si netto.
Lo sguardo delle quindici che vaga a trovare un quasi le quattro meno un quarto.
Alle sedici ci sono le uscite dei bambini da scuole e asili.
Alle tre non esce nessuno:
nemmeno dal dentista
neppure il notaio si fida delle tre,
troppo nel mezzo,
da non poter ricordare qualcosa di importante.
Alle tre non ci si sposa
alle tre non si entra in una fabbrica
non si va neppure al cinema
non è l'ora per un te,
non ci si rade alle tre:
ci può star bene
una telefonata alle nuvole lassù.
Le nuvole che passano le TRE!
.
OGNI ORA UN NOME, OGNI NUVOLA UN ORA.
Le tre del pomeriggio assomigliano a Tiziana
sempre nel mezzo
mai un colore unico o un si netto.
Lo sguardo delle quindici che vaga a trovare un quasi le quattro meno un quarto.
Alle sedici ci sono le uscite dei bambini da scuole e asili.
Alle tre non esce nessuno:
nemmeno dal dentista
neppure il notaio si fida delle tre,
troppo nel mezzo,
da non poter ricordare qualcosa di importante.
Alle tre non ci si sposa
alle tre non si entra in una fabbrica
non si va neppure al cinema
non è l'ora per un te,
non ci si rade alle tre:
ci può star bene
una telefonata alle nuvole lassù.
Le nuvole che passano le TRE!
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(Settimo, martedi 15 settembre 2009)_522
IL SUO RESTO SIGNORE
strada bagnata verso casa
riflessi di lampioni e gocce
l'estate sfuma via
come il volto della cameriera innamorata
che con gentilezza ha detto
"Finalmente piove,
potrò aspettare meglio ...!"
la notte e il resto
"Il resto signore..il suo resto per favore.."
il resto é pioggia sottile,
che sembra sera
che sembra notte
il resto sulla tavola
che è attesa
che è solo vita.
.
IL SUO RESTO SIGNORE
strada bagnata verso casa
riflessi di lampioni e gocce
l'estate sfuma via
come il volto della cameriera innamorata
che con gentilezza ha detto
"Finalmente piove,
potrò aspettare meglio ...!"
la notte e il resto
"Il resto signore..il suo resto per favore.."
il resto é pioggia sottile,
che sembra sera
che sembra notte
il resto sulla tavola
che è attesa
che è solo vita.
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martedì 15 settembre 2009
(Settimo, lunedi 14 settembre 2009)_521
PIOGGIA
E' giunta la pioggia
scrosci e folate di vento
tutti al riparo:
coccinelle che si sono attardate
con fortune sfortunate.
Vespe motorizzate su api taxi si sono riparate dentro ad un portone.
Pensionati hanno disdetto visite oculistiche
scolari al primo giorno di scuola assenti per temporale,
mamme apprensive con due cellulari ,
nonni vigili con cerate arancioni hanno riconosciuto nuvoloni
finestre chiuse, ombrelli aperti,
bermuda e sandali rimasti negli armadi.
Baristi , avvocati, edicolanti scalzi, tabaccai tristi,
meccanici solitari, tranvieri separati, dentisti maleducati,
infermieri professionali,
bagnati hanno pensato :
"Il lunedi ci mancava solo la pioggia...".
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PIOGGIA
E' giunta la pioggia
scrosci e folate di vento
tutti al riparo:
coccinelle che si sono attardate
con fortune sfortunate.
Vespe motorizzate su api taxi si sono riparate dentro ad un portone.
Pensionati hanno disdetto visite oculistiche
scolari al primo giorno di scuola assenti per temporale,
mamme apprensive con due cellulari ,
nonni vigili con cerate arancioni hanno riconosciuto nuvoloni
finestre chiuse, ombrelli aperti,
bermuda e sandali rimasti negli armadi.
Baristi , avvocati, edicolanti scalzi, tabaccai tristi,
meccanici solitari, tranvieri separati, dentisti maleducati,
infermieri professionali,
bagnati hanno pensato :
"Il lunedi ci mancava solo la pioggia...".
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domenica 13 settembre 2009
(Settimo, domenica 13 settembre 2009)_520
PER LE NUVOLE
Dietro le nuvole questa notte la luna;
che cercava parole ,
parole senza rumore.
Dai cortili dove non giocano più i bambini
sottofondo di programmi della televisione.
Rumore rotolato su cene periferiche
e poi i numeri vincenti
milioni che non arriveranno mai su quelle tavole.
Sentire spostarsi le nuvole
che non fanno rumore
ma lievi fruscii che sono musica.
La notte sta per terminare
si apre una soglia si pensa a che tempo verrà,
Si cercano parole per le nuvole che passeranno,
senza fare:
ruido,
noise,
dampfen,
bruit,
rumore.
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PER LE NUVOLE
Dietro le nuvole questa notte la luna;
che cercava parole ,
parole senza rumore.
Dai cortili dove non giocano più i bambini
sottofondo di programmi della televisione.
Rumore rotolato su cene periferiche
e poi i numeri vincenti
milioni che non arriveranno mai su quelle tavole.
Sentire spostarsi le nuvole
che non fanno rumore
ma lievi fruscii che sono musica.
La notte sta per terminare
si apre una soglia si pensa a che tempo verrà,
Si cercano parole per le nuvole che passeranno,
senza fare:
ruido,
noise,
dampfen,
bruit,
rumore.
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sabato 12 settembre 2009
mercoledì 9 settembre 2009
(Settimo, mercoledi 9 settembre 2009)_518
LE DIECI CONFUSE
Una notte tranquilla solo la mezza finestra semiaperta
mentre l'inizio dell'autunno entra
senza far rumore
salutandomi con un lieve cenno
dei contorni nelle foglie di tigli e olmi
qualcuna fatta cadere da un vento che si era perso.
Nel suo girare in tondo, per ritrovare la strada smarrita
la via del mare ,
e l'ora 10 confusa dal vento,
riflessa nello specchio del cielo
non sapeva più che ora fosse…
Poi ha osservato le nuvole consuete passare
e si è riconosciuta
quando oramai era mezzogiorno.
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LE DIECI CONFUSE
Una notte tranquilla solo la mezza finestra semiaperta
mentre l'inizio dell'autunno entra
senza far rumore
salutandomi con un lieve cenno
dei contorni nelle foglie di tigli e olmi
qualcuna fatta cadere da un vento che si era perso.
Nel suo girare in tondo, per ritrovare la strada smarrita
la via del mare ,
e l'ora 10 confusa dal vento,
riflessa nello specchio del cielo
non sapeva più che ora fosse…
Poi ha osservato le nuvole consuete passare
e si è riconosciuta
quando oramai era mezzogiorno.
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domenica 6 settembre 2009
(Settimo, domenica 6 settembre 2009)_517
ALBA DOMENICALE
L'aria di questa notte
ci ha fatto coprire con nubi leggere
filamenti di cumulus mediocris
che assomigliano a due tazze fumanti.
E' ora di fare colazione
mentre un bel sole viene sù
colazione in pigiama a righe di seta blù
quello che mi hai regalato tu!
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ALBA DOMENICALE
L'aria di questa notte
ci ha fatto coprire con nubi leggere
filamenti di cumulus mediocris
che assomigliano a due tazze fumanti.
E' ora di fare colazione
mentre un bel sole viene sù
colazione in pigiama a righe di seta blù
quello che mi hai regalato tu!
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(Settimo, sabato 5 settembre 2009)_516
LA LUNA E' TRAMONTATA
Ho visto la luna piena questa notte
disco luminoso e fermo
contorni di foglie verso l'autunno
Appena il rosa-celestino si è schiarito sul muro giallino della casa del contadino
le 6,30 del sabato
la luna è tramontata:
nel rosa
nel pieno del rosa
contorno di petalo nella mano del vento!
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LA LUNA E' TRAMONTATA
Ho visto la luna piena questa notte
disco luminoso e fermo
contorni di foglie verso l'autunno
Appena il rosa-celestino si è schiarito sul muro giallino della casa del contadino
le 6,30 del sabato
la luna è tramontata:
nel rosa
nel pieno del rosa
contorno di petalo nella mano del vento!
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(Settimo, venerdi 4 settembre 2009)_515
TELEFONANDO, COME LE NUVOLE CHE PASSANO…
La scia del sogno di questa notte
quasi una bava di lumaca contenta
non mi ha lasciato se non dopo il mezzogiorno
quando ho notato la nuvola tonda che sembrava una scarpa con i tacchetti,
quelli da calciatore.
Tutto torna,
tutto sfuma,
i resti della nuvola recapitati in una città lontana
che non conosco.
Sono tornato a casa pieno di sudore e caldo
il telefono ha squillato
sei tu che mi dici
allegra:
"Sono tornata ieri dalla Mongolia"
e che laggiù ci vivresti..
e le nuvole,
le nuvole,
che ci sono nelle pianure mongole.
Poi mi chiedi
"Come va?"
ed io dico
"Come le nuvole che passano per le steppe ".
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TELEFONANDO, COME LE NUVOLE CHE PASSANO…
La scia del sogno di questa notte
quasi una bava di lumaca contenta
non mi ha lasciato se non dopo il mezzogiorno
quando ho notato la nuvola tonda che sembrava una scarpa con i tacchetti,
quelli da calciatore.
Tutto torna,
tutto sfuma,
i resti della nuvola recapitati in una città lontana
che non conosco.
Sono tornato a casa pieno di sudore e caldo
il telefono ha squillato
sei tu che mi dici
allegra:
"Sono tornata ieri dalla Mongolia"
e che laggiù ci vivresti..
e le nuvole,
le nuvole,
che ci sono nelle pianure mongole.
Poi mi chiedi
"Come va?"
ed io dico
"Come le nuvole che passano per le steppe ".
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venerdì 4 settembre 2009
(Settimo, domenica 30 agosto 2009)_514
DOMENICA SUL FINIRE D'AGOSTO
Una pennellata di grigio sul finire di Agosto.
L'occhio ha le palpebre semichiuse,
nella pigra domenica
i rumori sono ovattati.
La girandola colorata gira piano
quasi per non disturbare il grigio che si allarga
e l'occhio si apre al colore
mentre il corvo canta tutto il suo amore!
.
DOMENICA SUL FINIRE D'AGOSTO
Una pennellata di grigio sul finire di Agosto.
L'occhio ha le palpebre semichiuse,
nella pigra domenica
i rumori sono ovattati.
La girandola colorata gira piano
quasi per non disturbare il grigio che si allarga
e l'occhio si apre al colore
mentre il corvo canta tutto il suo amore!
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venerdì 28 agosto 2009
(Settimo, venerdi 28 agosto 2009)_513
SGUARDI
Dal palcoscenico della notte di fine agosto
una rana si rintana
nella pozza sempre più piccola.
La pioggia promessa dai meteo-bollettini dalle pagine dei giornali
non è giunta.
Il caldo è assordante asfissiante
il sudore è sudore
il cielo si apre come ferita mal cucita
si aspetta di vedere la mattina.
La rana e la lucertola
hanno rivolto lo sguardo all'aurora.
.
SGUARDI
Dal palcoscenico della notte di fine agosto
una rana si rintana
nella pozza sempre più piccola.
La pioggia promessa dai meteo-bollettini dalle pagine dei giornali
non è giunta.
Il caldo è assordante asfissiante
il sudore è sudore
il cielo si apre come ferita mal cucita
si aspetta di vedere la mattina.
La rana e la lucertola
hanno rivolto lo sguardo all'aurora.
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giovedì 27 agosto 2009
Poesie di Pino De Renzi
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DE NATURA
Da lassù,
nella calca dell'autobus
fermo ad una curva
nel gomito del traffico,
- saliva, solito, ai Colli Aminei -
aveva guardato la fitta
distesa della città attorno al vulcano
-stretto, nella sua morsa -
davanti al mare, rilucente al largo
nel cono dei raggi spioventi
dal foro tra le nubi,
chiedendosi come avesse potuto la realtà sedurre l'uomo.
A Napoli, 20.10.1990
DE NATURA
Da lassù,
nella calca dell'autobus
fermo ad una curva
nel gomito del traffico,
- saliva, solito, ai Colli Aminei -
aveva guardato la fitta
distesa della città attorno al vulcano
-stretto, nella sua morsa -
davanti al mare, rilucente al largo
nel cono dei raggi spioventi
dal foro tra le nubi,
chiedendosi come avesse potuto la realtà sedurre l'uomo.
A Napoli, 20.10.1990

DISATTESA
Tutto tace, in questa terra
desolata, che risplende
di luce d'acqua;
tutto tace nell'orizzonte aperto
guardando in mare da un monte,
se anche l'infrangere
della spuma sulle scogliere di sotto
è silenzio:
Non è armonia, e musica
suono o voce
quel grido di gabbiano.
Tace, questa terra, perché
son io
che non la interrogo.
Scauri, 28.04.1991
Pino De Renzi, ho 45 anni. Sono medico microbiologo per scelta e forse per destino; aspirante (quasi) scrittore per sedicente vocazione.
Ho scritto numerosissimi racconti e almeno 5 storie (la definizione romanzi non mi si addice), oltre a diverso "materiale poetico". Qualche racconto è stato pubblicato su alcune riviste o inserti. Ho collaborato alla rivista "Inedito", pubblicata a Torino a metà degli anni 90'.
Le mie tematiche preferite ultimamente riguardano il rapporto tra la realtà e la storia con eventi "trascendenti". Mi piacerebbe un giorno vedere pubblicate le mie storie a scopo di beneficenza.
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(Settimo, mercoledi 26 agosto 2009)_512
EVAPORAZIONI
Tutto il ricordo di luce che se ne va
e che tornerà quasi identica ma mai uguale.
Ogni nuvola diversa
ogni respiro respirato,
dai panorami
che si creano;
fatti dalla polvere che solleva
questo poco vento
in questo agosto di questa calda estate.
Sollevare pietre
la poca acqua trattenuta
evapora in pochi minuti
come i pensieri
di un adolescente cinquantenne
che sa stupirsi ancora per la forma della nuvola
diventata scoiattolo.
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EVAPORAZIONI
Tutto il ricordo di luce che se ne va
e che tornerà quasi identica ma mai uguale.
Ogni nuvola diversa
ogni respiro respirato,
dai panorami
che si creano;
fatti dalla polvere che solleva
questo poco vento
in questo agosto di questa calda estate.
Sollevare pietre
la poca acqua trattenuta
evapora in pochi minuti
come i pensieri
di un adolescente cinquantenne
che sa stupirsi ancora per la forma della nuvola
diventata scoiattolo.
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CIELI DI VENTO di Angela Donna
(Settimo, lunedi 24 agosto 2009)_511
L'INGANNO
Tutto grigio chiaro,
scuro grigio.
Rondini raggruppate in formazione da sette bucano il grigio
aprono un varco
subito ricucito dalla grande e nera nuvola.
Sono convinto e ritorno al box
dopo poche centinaia di metri poso la mia vespa e salgo sull'automobile.
Quasi le nove l'inganno è compiuto brilla la stella chiamata sole
l'azzurro-luce ci confonde.
Avessi creduto alle rondini della mattina
sarei tornato dal lavoro con la Vespa PX 125 del 1981
e l'aria tutta
tutta l'aria addosso
in testa,
venuta a farmi festa!
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L'INGANNO
Tutto grigio chiaro,
scuro grigio.
Rondini raggruppate in formazione da sette bucano il grigio
aprono un varco
subito ricucito dalla grande e nera nuvola.
Sono convinto e ritorno al box
dopo poche centinaia di metri poso la mia vespa e salgo sull'automobile.
Quasi le nove l'inganno è compiuto brilla la stella chiamata sole
l'azzurro-luce ci confonde.
Avessi creduto alle rondini della mattina
sarei tornato dal lavoro con la Vespa PX 125 del 1981
e l'aria tutta
tutta l'aria addosso
in testa,
venuta a farmi festa!
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domenica 23 agosto 2009
(Settimo, domenica 23 agosto 2009)_510
IL MIO MESTIERE
La nuvola corre portata dal vento caldo di quest'estate
e pensa che dovrebbe cambiare mestiere
non più nuvola leggera che si sposta velocemente per i cieli
ma roccia ferma immobile che guarda le nuvole passare
e dalla pioggia si fa bagnare.
La pietra sogna che dovrebbe cambiare anch'essa lavoro non più sasso fermo immobile a osservare il cielo
ma leggera nuvola che vola portata dai venti.
E la domenica che sbadiglia vorrebbe provare a essere lunedi.
Il palloncino sogna di essere la mano del bambino
ed io che scrivo cambierei lavoro molto volentieri
farei l'innamorato di Aleitarg.
L'INNAMORATO
(So che mi riuscirebbe bene).
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IL MIO MESTIERE
La nuvola corre portata dal vento caldo di quest'estate
e pensa che dovrebbe cambiare mestiere
non più nuvola leggera che si sposta velocemente per i cieli
ma roccia ferma immobile che guarda le nuvole passare
e dalla pioggia si fa bagnare.
La pietra sogna che dovrebbe cambiare anch'essa lavoro non più sasso fermo immobile a osservare il cielo
ma leggera nuvola che vola portata dai venti.
E la domenica che sbadiglia vorrebbe provare a essere lunedi.
Il palloncino sogna di essere la mano del bambino
ed io che scrivo cambierei lavoro molto volentieri
farei l'innamorato di Aleitarg.
L'INNAMORATO
(So che mi riuscirebbe bene).
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(Settimo, sabato 22 agosto 2009)_509
INTRAVEDERE
Bel mattino
radersi come le nuvole effimere.
Prima di fare colazione.
Osservare voli di merli solitari
in attesa che il pesco e il fico siano completamente dolci.
La nuvola bianca che passa sulla finestra
lascia intravedere azzurro
come la mia guancia rasata la piccola ruga scoperta.
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INTRAVEDERE
Bel mattino
radersi come le nuvole effimere.
Prima di fare colazione.
Osservare voli di merli solitari
in attesa che il pesco e il fico siano completamente dolci.
La nuvola bianca che passa sulla finestra
lascia intravedere azzurro
come la mia guancia rasata la piccola ruga scoperta.
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(Settimo, venerdi 21 agosto 2009)_508
SOLO LA NOTTE
Solo la notte che si muove pigra come una girandola colorata, leggera e senza vento
può parlare:
alla città che suda ,
alla città che suda e non guarda
alla città nascosta dentro un cortile stremato e senza ombra
cemento e putrella
asfalto rifatto.
Gelato dell’ipermercato in offerta e fetta di limone.
Solo la notte può sentire il lamento canzone
dei randagi uomini
che a volte ci provano a essere nuvole
a essere poeti!
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SOLO LA NOTTE
Solo la notte che si muove pigra come una girandola colorata, leggera e senza vento
può parlare:
alla città che suda ,
alla città che suda e non guarda
alla città nascosta dentro un cortile stremato e senza ombra
cemento e putrella
asfalto rifatto.
Gelato dell’ipermercato in offerta e fetta di limone.
Solo la notte può sentire il lamento canzone
dei randagi uomini
che a volte ci provano a essere nuvole
a essere poeti!
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(Settimo, giovedi 20 agosto 2009)_507
IL RAGAZZO HA IMMAGINATO
La goccia di questa notte che ci ha destato è zanzara.
Nel campo di meliga
fuggito è il sonno
e il sogno del ragazzo si è sciolto
in questa mattina da rane addormentate per il caldo afoso
di grilli che non hanno cantato
di cani senza odori da seguire
solo la rondine muta si è lanciata e nel cielo ha trovato quello che cercava.
Le poche nuvole passano pigre
i telegiornali d'estate hanno notizie appiccicose e noiose.
Il ragazzo ha immaginato la spiaggia e il sorriso di un estate
che non dimenticherà.
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IL RAGAZZO HA IMMAGINATO
La goccia di questa notte che ci ha destato è zanzara.
Nel campo di meliga
fuggito è il sonno
e il sogno del ragazzo si è sciolto
in questa mattina da rane addormentate per il caldo afoso
di grilli che non hanno cantato
di cani senza odori da seguire
solo la rondine muta si è lanciata e nel cielo ha trovato quello che cercava.
Le poche nuvole passano pigre
i telegiornali d'estate hanno notizie appiccicose e noiose.
Il ragazzo ha immaginato la spiaggia e il sorriso di un estate
che non dimenticherà.
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Settimo - Fine giornata del 16 agosto
Caro Enrico,
partendo dalla tua idea di “consacrare” l’edizione 2009 di Poesia Vagabonda con un verso della Dickinson - ineguagliata e ineguagliabile – e considerato il tuo impegno, insieme al tuo collega di Genova, sul versante di Meteopoesia:
desidero dedicare a te, a lui e a tutti i lettori del vostro sito, una poesia “meteorologica” dickinsoniana che - parlando del Tramonto - ci innalza ai vertici dell’Immortalità.
Ancora non ho trovato chi eguagli Emily Dickinson.
Nessuna - come lei - mi parla nella solitudine del profondo e contemporaneamente mi fa sentire unita al cosmo e all’umanità intera trans-generazionale e trans-nazionale:
pura essenza.
Buon Ferragosto 2009!
Angela Donna
.
Conferisce il tramonto
all’occhio un’ignoranza
di spazio, di colore,
di ampiezza, di declino.
La sua rivelazione d’ambra
inebbria, umilia,
è l’ispezione dell’Onnipotenza
sul nostro volto di creature.
E quando quel solenne aspetto
si ritrae nella gloria,
noi trasaliamo, colti di sorpresa,
nell’Immortalità.
c. 1862
(da: Emily Dickinson. Poesie e lettere, a cura di Margerita Guidacci, Sansoni, Firenze, 1961, p. 193)
all’occhio un’ignoranza
di spazio, di colore,
di ampiezza, di declino.
La sua rivelazione d’ambra
inebbria, umilia,
è l’ispezione dell’Onnipotenza
sul nostro volto di creature.
E quando quel solenne aspetto
si ritrae nella gloria,
noi trasaliamo, colti di sorpresa,
nell’Immortalità.
c. 1862
(da: Emily Dickinson. Poesie e lettere, a cura di Margerita Guidacci, Sansoni, Firenze, 1961, p. 193)
Tramonto sul Reno
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(Settimo, lunedi 17 agosto 2009)_506
LE NUVOLE DI AMSTERDAM
Sono grandi le finestre delle case ad Asterdam:
per potere vedere più cielo, più nuvole e sapere come andare in bicicletta
appena alzati i cittadini di Amsterdam
guardano le nuvole
dalle loro grandi finestre
Le nuvole,
che passano veloci veloci
che cambiano in una manciata di minuti
come nei vicoli i clienti delle maliconiche bambine dell'est
nei loro occhi non rimane niente
solo le nuvole di Amsterdam,
che dalle loro vetrine non possono vedere.
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LE NUVOLE DI AMSTERDAM
Sono grandi le finestre delle case ad Asterdam:
per potere vedere più cielo, più nuvole e sapere come andare in bicicletta
appena alzati i cittadini di Amsterdam
guardano le nuvole
dalle loro grandi finestre
Le nuvole,
che passano veloci veloci
che cambiano in una manciata di minuti
come nei vicoli i clienti delle maliconiche bambine dell'est
nei loro occhi non rimane niente
solo le nuvole di Amsterdam,
che dalle loro vetrine non possono vedere.
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venerdì 7 agosto 2009
(Settimo, venerdi 7 agosto 2009)_505
LA BARCA CHE È DIVENTATA NUVOLA
Dalla Svizzera a Genova
tra le nuvole di Agosto
Alinghi ha provato a solcare il cielo
per qualche ora è stata una nuvola
una grande affusolata e lucente veloce Nuvola.
Ha guardato Genova ed il porto dall'alto
poi il capitano Russo lentamente l’ha fatta scivolare,
scivolare piano come una saponetta nel mare
in mare:
solo più prua e vela,
solo più sale e vento ,
e bestemmia non detta!
.
LA BARCA CHE È DIVENTATA NUVOLA
Dalla Svizzera a Genova
tra le nuvole di Agosto
Alinghi ha provato a solcare il cielo
per qualche ora è stata una nuvola
una grande affusolata e lucente veloce Nuvola.
Ha guardato Genova ed il porto dall'alto
poi il capitano Russo lentamente l’ha fatta scivolare,
scivolare piano come una saponetta nel mare
in mare:
solo più prua e vela,
solo più sale e vento ,
e bestemmia non detta!
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(Settimo, venerdi 7 agosto 2009)_504
IL 6 AGOSTO DEL 1945, L'AEREONAUTICA MILITARE STATUNITENSE
SGANCIO’ LA FAMOSA "LITTLE BOY" SUL GIAPPONE,
LA BOMBA ATOMICA CHE DISTRUSSE LA CITTÀ DI HIROSHIMA,
A CUI, DOPO SOLI TRE GIORNI, SEGUI’ L'ALTRETTANTO MORTALE
"FAT MAN" SU NAGASAKI.
Ieri sentendo la radio che parlava delle bombe atomiche sganciate dagli americani nel 1945
ho pensato all'ultimo tramonto visto da chi innocente la bomba lo polverizzò
in un attimo
nemmeno il tempo per trangugiare l'ultimo respiro
nemmeno il tempo per urlare una parola
un pensiero soltanto forse ...
E a tutti quelli che morirono sotto il fungo atomico
a tutti gli innocenti che la bomba spazzò via
dedico queste parole e la foto che ho fatto ieri
la foto del tramonto dalla finestra di casa mia
del 6 Agosto del 2009.
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IL 6 AGOSTO DEL 1945, L'AEREONAUTICA MILITARE STATUNITENSE
SGANCIO’ LA FAMOSA "LITTLE BOY" SUL GIAPPONE,
LA BOMBA ATOMICA CHE DISTRUSSE LA CITTÀ DI HIROSHIMA,
A CUI, DOPO SOLI TRE GIORNI, SEGUI’ L'ALTRETTANTO MORTALE
"FAT MAN" SU NAGASAKI.
Ieri sentendo la radio che parlava delle bombe atomiche sganciate dagli americani nel 1945
ho pensato all'ultimo tramonto visto da chi innocente la bomba lo polverizzò
in un attimo
nemmeno il tempo per trangugiare l'ultimo respiro
nemmeno il tempo per urlare una parola
un pensiero soltanto forse ...
E a tutti quelli che morirono sotto il fungo atomico
a tutti gli innocenti che la bomba spazzò via
dedico queste parole e la foto che ho fatto ieri
la foto del tramonto dalla finestra di casa mia
del 6 Agosto del 2009.
.
(Settimo, giovedi 6 agosto 2009)_501
ANGURIE E NUVOLE (prima parte)
Ricordo d'estate a Campo S.Piero
ospite di un mio zio artigiano sellaio
uno dei pochi rimasti.
Le fette di anguria che si gustavano con il cucchiaio la notte fonda
in orti ben tenuti
sotto la pergola di uva fragola
le zanzare dopo mezzanotte andavano a dormire.
"Non trangugiare i semi neri"
mi diceva lo zio Cioci
"Fanno male allo stomaco".
E la mattina si guardavano le nuvole
per vedere se si poteva andare al mare
a fare il bagno.
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ANGURIE E NUVOLE (prima parte)
Ricordo d'estate a Campo S.Piero
ospite di un mio zio artigiano sellaio
uno dei pochi rimasti.
Le fette di anguria che si gustavano con il cucchiaio la notte fonda
in orti ben tenuti
sotto la pergola di uva fragola
le zanzare dopo mezzanotte andavano a dormire.
"Non trangugiare i semi neri"
mi diceva lo zio Cioci
"Fanno male allo stomaco".
E la mattina si guardavano le nuvole
per vedere se si poteva andare al mare
a fare il bagno.
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(Settimo, giovedi 6 agosto 2009)_502
ANGURIE E NUVOLE (seconda parte)
"Non trangugiare i semi neri, fanno male!"
Facevo la" gara" con la tosa di nome Francesca più piccola di due anni
io tredici lei undici
a chi sputava più in là ...
ma andava senpre più lontano di me e non solo con i semi neri.
L'estate finiva mangiando anguria con il cucchiaio sotto la pergola dello zio Cioci
finiva come era iniziata
Adesso le angurie le fanno quadrate per trasportarle meglio e senza semi neri
chissà che direbbe Francesca
non ci si può più fare a chi va più lontano.
Le nuvole per ora sono ancora bianche e rotondeggianti.
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ANGURIE E NUVOLE (seconda parte)
"Non trangugiare i semi neri, fanno male!"
Facevo la" gara" con la tosa di nome Francesca più piccola di due anni
io tredici lei undici
a chi sputava più in là ...
ma andava senpre più lontano di me e non solo con i semi neri.
L'estate finiva mangiando anguria con il cucchiaio sotto la pergola dello zio Cioci
finiva come era iniziata
Adesso le angurie le fanno quadrate per trasportarle meglio e senza semi neri
chissà che direbbe Francesca
non ci si può più fare a chi va più lontano.
Le nuvole per ora sono ancora bianche e rotondeggianti.
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(Settimo, giovedi 6 agosto 2009)_503
NUVOLE E ANGURIE (terza parte)
A Francesca piacevano quelle verde scuro che sembravano nere erano tonde tonde e avevano più semi delle altre.
Quelle più affusolate di colore verde e con striature chiare
potevano raggiungere i venti chili ed era scomodo "portarle via"
e a volte erano pochi i semi, più marroncini che neri
"Gocce di pioggia ecco a cosa somigliano i semi"
gridò Francesca mentre veniva giù l'ultimo temporale estivo.
"Guarda una nuvola anguria là in fondo ,
scura scura là in fondo..."
ed io sotto la pioggia a cercare di vedere la nuvola anguria:
"Seto semo dai che ce bagnemo tutti..!".
La tosa Francesca preferiva quelle nere e tonde che al massimo
arrivavano a pesare 6 o 7 chili e ci si poteva anche correre.
"Guarda una nuvola anguria là in fondo.. là in fondo."
"Ma dov'è?"
"SETO SEMO DAI VIENI VIA CHE CE BAGNEMO TUTTI!”.
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NUVOLE E ANGURIE (terza parte)
A Francesca piacevano quelle verde scuro che sembravano nere erano tonde tonde e avevano più semi delle altre.
Quelle più affusolate di colore verde e con striature chiare
potevano raggiungere i venti chili ed era scomodo "portarle via"
e a volte erano pochi i semi, più marroncini che neri
"Gocce di pioggia ecco a cosa somigliano i semi"
gridò Francesca mentre veniva giù l'ultimo temporale estivo.
"Guarda una nuvola anguria là in fondo ,
scura scura là in fondo..."
ed io sotto la pioggia a cercare di vedere la nuvola anguria:
"Seto semo dai che ce bagnemo tutti..!".
La tosa Francesca preferiva quelle nere e tonde che al massimo
arrivavano a pesare 6 o 7 chili e ci si poteva anche correre.
"Guarda una nuvola anguria là in fondo.. là in fondo."
"Ma dov'è?"
"SETO SEMO DAI VIENI VIA CHE CE BAGNEMO TUTTI!”.
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mercoledì 5 agosto 2009
(Settimo, mercoledi 5 agosto 2009)_500
METEO 500
Possedevo una 500
la prima auto comprata usata
bianca come una nuvola.
Non ci si fermava mai
con il tetto di tela che quando si apriva ci faceva vedere il cielo
E mi sembrava di guidare una nuvola
quando si appannavano i vetri e c'eri tu...
Si annoiava parcheggiata ad attendermi all'uscita della scuola serale.
Sui cavalcavia e viadotti per il mare
arrancava felice
la mia 500 bianca colorata di blù.
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METEO 500
Possedevo una 500
la prima auto comprata usata
bianca come una nuvola.
Non ci si fermava mai
con il tetto di tela che quando si apriva ci faceva vedere il cielo
E mi sembrava di guidare una nuvola
quando si appannavano i vetri e c'eri tu...
Si annoiava parcheggiata ad attendermi all'uscita della scuola serale.
Sui cavalcavia e viadotti per il mare
arrancava felice
la mia 500 bianca colorata di blù.
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(Settimo, martedi 4 agosto 2009)_499
RESIDUE NUVOLE
Nitidi e netti contorni
della collina,
contenuti dalla montagna
trattenuti dal mare notturno,
lontano mare.
Nuvole sparse,
residue nuvole:
spaurite per il carico di pioggia
che adesso non osano rovesciare.
Oggi il sole ha preso anche l'ultima polvere rimasta nascosta
in angoli oscuri,
dandole luce e cambiandole nome,
non più polvere ma splendore.
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RESIDUE NUVOLE
Nitidi e netti contorni
della collina,
contenuti dalla montagna
trattenuti dal mare notturno,
lontano mare.
Nuvole sparse,
residue nuvole:
spaurite per il carico di pioggia
che adesso non osano rovesciare.
Oggi il sole ha preso anche l'ultima polvere rimasta nascosta
in angoli oscuri,
dandole luce e cambiandole nome,
non più polvere ma splendore.
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domenica 2 agosto 2009
(Settimo, domenica 2 gosto 2009)_498
COME LE NUVOLE BELLE
Osservo nel meriggio inoltrato una nuvola perfetta
colorata di arancio e celestino
la guardo passare velocemente
troppo rapidamente è andata via sfumata nel tramonto
del primo sabato d'agosto.
Mi viene in mente una ragazza bellissima
che frequentava la scuola superiore:
si chiamava Giovanna
di qualche anno più grande di me
io 16 lei 19.
La vedevo passare e andare a prendere il tram
tutti i giorni dal lunedi al sabato.
Un giorno presi coraggio e le dissi:
"Giovanna dovresti camminare più lentamente,
così io ho più tempo per vedere la tua bellezza ed eleganza".
Non disse niente e tirò dritto.
Nei giorni sucessivi non la vidi più passare
e nemmeno nelle settimane dopo.
Eppure sapevo che veniva regolarmente a scuola.
Aveva cambiato percorso, una via parallela.
La rincontrai dopo un mese memmeno mi guardò
ma camminava lentamente,
molto lentamente.
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COME LE NUVOLE BELLE
Osservo nel meriggio inoltrato una nuvola perfetta
colorata di arancio e celestino
la guardo passare velocemente
troppo rapidamente è andata via sfumata nel tramonto
del primo sabato d'agosto.
Mi viene in mente una ragazza bellissima
che frequentava la scuola superiore:
si chiamava Giovanna
di qualche anno più grande di me
io 16 lei 19.
La vedevo passare e andare a prendere il tram
tutti i giorni dal lunedi al sabato.
Un giorno presi coraggio e le dissi:
"Giovanna dovresti camminare più lentamente,
così io ho più tempo per vedere la tua bellezza ed eleganza".
Non disse niente e tirò dritto.
Nei giorni sucessivi non la vidi più passare
e nemmeno nelle settimane dopo.
Eppure sapevo che veniva regolarmente a scuola.
Aveva cambiato percorso, una via parallela.
La rincontrai dopo un mese memmeno mi guardò
ma camminava lentamente,
molto lentamente.
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sabato 1 agosto 2009
(Settimo, sabato 1agosto 2009)_497
QUASI ALL'ALBA
Impigliati
in gocce di sudore e sale
sono fili di notte
Frastagliati sogni
di angoli e occhi
L'apertura della mattina su grigio lattiginoso di nuvole
quasi ferme
e profili di rocce e gocce
lontano è il suono del treno che ha cantato all'alba
quel treno era una nave senza mare.
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QUASI ALL'ALBA
Impigliati
in gocce di sudore e sale
sono fili di notte
Frastagliati sogni
di angoli e occhi
L'apertura della mattina su grigio lattiginoso di nuvole
quasi ferme
e profili di rocce e gocce
lontano è il suono del treno che ha cantato all'alba
quel treno era una nave senza mare.
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mercoledì 29 luglio 2009
(Settimo, martedi 28 luglio 2009)_496
NELL' ACQUA DEL FOSSO
Fossi nascosti da erba cresciuta e lasciata seccare
l'acqua che vi rimane riflette poco cielo
acqua opaca
cielo a pezzi tra una nuvola e l'altra.
Nella sponda del fosso:
canta la cicala
corre un grillo ritardatario
si riposa la lumaca
qualcuno si bagna piedi
e svaniscono le nuvole
nell' acqua
dentro il fosso.
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NELL' ACQUA DEL FOSSO
Fossi nascosti da erba cresciuta e lasciata seccare
l'acqua che vi rimane riflette poco cielo
acqua opaca
cielo a pezzi tra una nuvola e l'altra.
Nella sponda del fosso:
canta la cicala
corre un grillo ritardatario
si riposa la lumaca
qualcuno si bagna piedi
e svaniscono le nuvole
nell' acqua
dentro il fosso.
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lunedì 27 luglio 2009
(Settimo, lunedi 27 luglio 2009)_495
TRAMONTO MAI UGUALE
Foglie di salice che trasudano confini di terra e acqua,
rane nascoste tra il sambuco e il fosso
orbettini nei loro buchi di argilla e fango
tra il fiume e la strada
sparse sono le nuvole
Il vecchio meccanico mi saluta e dice
"Tutti uguali...
tutti uguali i politici !"
Tramonto:
pieno tramonto
mai uguale ad un altro colore.
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TRAMONTO MAI UGUALE
Foglie di salice che trasudano confini di terra e acqua,
rane nascoste tra il sambuco e il fosso
orbettini nei loro buchi di argilla e fango
tra il fiume e la strada
sparse sono le nuvole
Il vecchio meccanico mi saluta e dice
"Tutti uguali...
tutti uguali i politici !"
Tramonto:
pieno tramonto
mai uguale ad un altro colore.
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(Settimo, sabato 25 luglio 2009)_494
LE NUVOLE DI MARCO
Vento:
La montagna del vento
Mont Ventoux la chiamano i francesi
le pedalate sulle nuvole
per arrivare a toccare un margine
dietro la curva non curva;
la cima del monte ventoso
che cambia umore spesso
e penso a Marco Pantani
solo sulla montagna del vento,
da qualche parte da solo,
solo in cima che passa per primo.
Primo:
sul monte calvo
davanti
avanti anche al vento.
LE NUVOLE DI MARCO
Vento:
La montagna del vento
Mont Ventoux la chiamano i francesi
le pedalate sulle nuvole
per arrivare a toccare un margine
dietro la curva non curva;
la cima del monte ventoso
che cambia umore spesso
e penso a Marco Pantani
solo sulla montagna del vento,
da qualche parte da solo,
solo in cima che passa per primo.
Primo:
sul monte calvo
davanti
avanti anche al vento.
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(Settimo, venerdi 24 luglio 2009)_493
SEDUTI SULLE NUVOLE
Si arrampicano le nuvole sul cielo
di mattina lavata
che ha ancora sulla schiena il sudore della notte
e luci mai accese,
lampadine bruciate come vuoti…
vuote, vite a perdere,
e cartoni evaporati in frasi lasciate a metà:
tutti parlano la stessa lingua e non si capiscono
Seduti sulle nuvole due pittori edili
aspettano che gli venga comunicato
quale colore dovranno usare per le non parole
quelle delle serene nuvole.
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SEDUTI SULLE NUVOLE
Si arrampicano le nuvole sul cielo
di mattina lavata
che ha ancora sulla schiena il sudore della notte
e luci mai accese,
lampadine bruciate come vuoti…
vuote, vite a perdere,
e cartoni evaporati in frasi lasciate a metà:
tutti parlano la stessa lingua e non si capiscono
Seduti sulle nuvole due pittori edili
aspettano che gli venga comunicato
quale colore dovranno usare per le non parole
quelle delle serene nuvole.
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(Settimo, mercoledi 22 luglio 2009)_492
UNA NUVOLA SOLTANTO PROVA A DISEGNARE...
La schiena della collina suda
girata sul fianco sdraiata sul letto del grande fiume
in questo cielo d'afa stagnante
di sudore e birra calda.
Nella conca di calura
accumulati e uguali:
uomini zanzare mosche rane e cicale,
(le formiche si sa non sentono il caldo).
Fermi immobili gesti di uomini e animali.
Una nuvola soltanto
prova a disegnare nel cielo
prova a disegnare IL MARE.
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UNA NUVOLA SOLTANTO PROVA A DISEGNARE...
La schiena della collina suda
girata sul fianco sdraiata sul letto del grande fiume
in questo cielo d'afa stagnante
di sudore e birra calda.
Nella conca di calura
accumulati e uguali:
uomini zanzare mosche rane e cicale,
(le formiche si sa non sentono il caldo).
Fermi immobili gesti di uomini e animali.
Una nuvola soltanto
prova a disegnare nel cielo
prova a disegnare IL MARE.
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domenica 19 luglio 2009

(Settimo, domenica 19 luglio 2009)_491
CASCO SPAZIALE (LA CONQUISTA DELLA LUNA)
Quando l'uomo mise i piedi sulla luna
io avevo quasi 11 anni
ero in montagna a Fenis vicino Aosta per le vacanze estive
che duravano quasi tre mesi
la scuola iniziava il 1° Ottobre.
E sognavo da grande di fare l'astronauta
mi avevano regalato un casco spaziale e anche ad agosto
con il caldo non lo toglievo mai se non per mangiare.
Ora che ne ho quasi 51
mi manca quel casco e la voglia di fare l'astronauta
ma mi è rimasta la curiosità per la luna, il cielo le forme delle nuvole
e tutto quello che vi è lassù.
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CASCO SPAZIALE (LA CONQUISTA DELLA LUNA)
Quando l'uomo mise i piedi sulla luna
io avevo quasi 11 anni
ero in montagna a Fenis vicino Aosta per le vacanze estive
che duravano quasi tre mesi
la scuola iniziava il 1° Ottobre.
E sognavo da grande di fare l'astronauta
mi avevano regalato un casco spaziale e anche ad agosto
con il caldo non lo toglievo mai se non per mangiare.
Ora che ne ho quasi 51
mi manca quel casco e la voglia di fare l'astronauta
ma mi è rimasta la curiosità per la luna, il cielo le forme delle nuvole
e tutto quello che vi è lassù.
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(Settimo, venerdi 17 luglio 2009)_490
OROLOGI E CODE DI CANGURO
(Lupo di terra 2)
Un cielo che si perde pezzi di nuvole grigie e con code di canguro.
La collina tuona,
appoggiato al bancone aspetta che finisca di piovere
poi dopo il silenzio del tuono
si accende una sigaretta.
Gli occhi si fanno piccoli e mi dice
"Andiamo che è tardi.
Tardi, è sempre tardi per qualcosa..."
poi paga e sussurra alla barista
"Le nuvole non hanno orologio e neanche i canguri..!"
Sale in auto e guarda la statale in fondo al rettilineo
che incrocia la A4 per Milano per Trieste....
poi chiude l'occhio
e inizia a cantare
una canzone di Leo Ferrè:
"LA SOLITUDINE IO ME LA METTO NELLE MUTANDE,
NELLE MUTANDE !".
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OROLOGI E CODE DI CANGURO
(Lupo di terra 2)
Un cielo che si perde pezzi di nuvole grigie e con code di canguro.
La collina tuona,
appoggiato al bancone aspetta che finisca di piovere
poi dopo il silenzio del tuono
si accende una sigaretta.
Gli occhi si fanno piccoli e mi dice
"Andiamo che è tardi.
Tardi, è sempre tardi per qualcosa..."
poi paga e sussurra alla barista
"Le nuvole non hanno orologio e neanche i canguri..!"
Sale in auto e guarda la statale in fondo al rettilineo
che incrocia la A4 per Milano per Trieste....
poi chiude l'occhio
e inizia a cantare
una canzone di Leo Ferrè:
"LA SOLITUDINE IO ME LA METTO NELLE MUTANDE,
NELLE MUTANDE !".
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venerdì 17 luglio 2009
(Settimo, giovedi 16 luglio 2009)_489
LUPO DI TERRA
Il lupo di terra
per 43 anni ha portato merci per l'Europa
con il suo TIR rosso
dalla Spagna fin dopo le Alpi Austriache.
Adesso che ha in mano una stecca di sigarette
è più tranquillo
e mi racconta dei cieli scozzesi
dei parcheggi sulle autostrade francesi
delle donne che ha avuto come un marinaio
che non torna più a casa
perchè una casa non c'è più.
Mi dice con uno sguardo fiero:
"Dovrò comprarmi i piatti ed il resto"
Mi parla a bassa voce:
"Qui dove mi hanno messo sono tutti troppo vecchi…
Le ragazze, le infermiere sono belle
perchè sono giovani e allegria ti fanno
basta vederle come nuvole bianche
che si fermano per un istante.
Il mangiare invece fa schifo, tutte pappette, roba da vecchi".
Il lupo di terra si accende un'altra sigaretta
poi si siede
guarda lontano i camion che passano
qualcosa là in fondo sullo stradone l'aspetta!
.
LUPO DI TERRA
Il lupo di terra
per 43 anni ha portato merci per l'Europa
con il suo TIR rosso
dalla Spagna fin dopo le Alpi Austriache.
Adesso che ha in mano una stecca di sigarette
è più tranquillo
e mi racconta dei cieli scozzesi
dei parcheggi sulle autostrade francesi
delle donne che ha avuto come un marinaio
che non torna più a casa
perchè una casa non c'è più.
Mi dice con uno sguardo fiero:
"Dovrò comprarmi i piatti ed il resto"
Mi parla a bassa voce:
"Qui dove mi hanno messo sono tutti troppo vecchi…
Le ragazze, le infermiere sono belle
perchè sono giovani e allegria ti fanno
basta vederle come nuvole bianche
che si fermano per un istante.
Il mangiare invece fa schifo, tutte pappette, roba da vecchi".
Il lupo di terra si accende un'altra sigaretta
poi si siede
guarda lontano i camion che passano
qualcosa là in fondo sullo stradone l'aspetta!
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lunedì 13 luglio 2009
Il giornale delle nuvole

(Settimo, domenica 12 luglio 2009)_488
IL GIORNALE DELLE NUVOLE
La domenica respira piano
vado a comprare Il giornale delle nuvole:
in prima pagina la notizia
che il vento nei prossimi giorni
cambierà direzione
sarà un vento di montagna verso il mare
soffierà forte
e gonfierà le vele
spazzerà via le parole degli ipocriti
porterà frescura e aria pulita
farà girare pollini
e le api saranno felici.

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sabato 11 luglio 2009
(Settimo, sabato 11 luglio 2009)_487
AI POETI SENZA CHIODI
E che la vita ci sorprende
tutto cambia
mentre nasce un mirtillo
tutto ritorna mentre muore
un solco di memoria
E le nuvole vanno via
per dare ancora un inizio
alla rondine senza nido
al bambino
che tutta la notte ha pianto
al falegname senza fantasia
al poeta senza legno nè chiodi
alla pioggia che bagnerà la pianura
e sarà dentro il fiume
prima che sia notte.
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AI POETI SENZA CHIODI
E che la vita ci sorprende
tutto cambia
mentre nasce un mirtillo
tutto ritorna mentre muore
un solco di memoria
E le nuvole vanno via
per dare ancora un inizio
alla rondine senza nido
al bambino
che tutta la notte ha pianto
al falegname senza fantasia
al poeta senza legno nè chiodi
alla pioggia che bagnerà la pianura
e sarà dentro il fiume
prima che sia notte.
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(Settimo, giovedi 9 luglio 2009)_485
LA LUCE DISCRETA DI GIOVEDI
Inbocco la tangenziale:
da un ora è giovedi
e penso al mio giovedi più bello
ma non lo ricordo…
Una scia di camion verso casa
mi fa intravedere tra le nuvole
la luna piena
che innonda i campi di mais, i magazzini,
i fondi di bottiglia,
le auto troppo presto rottamate,
insegne dimenticate
di luce,
la luce discreta di un giovedi.
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LA LUCE DISCRETA DI GIOVEDI
Inbocco la tangenziale:
da un ora è giovedi
e penso al mio giovedi più bello
ma non lo ricordo…
Una scia di camion verso casa
mi fa intravedere tra le nuvole
la luna piena
che innonda i campi di mais, i magazzini,
i fondi di bottiglia,
le auto troppo presto rottamate,
insegne dimenticate
di luce,
la luce discreta di un giovedi.
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(Settimo, venerdi 10 luglio 2009)_484
HAI PRESO UN CONO
Ancora la luna
che splende
dolcemente
in quest'ora che è quasi notte fonda
una musica che diventa anch'essa luna e terra umida
in questo mese di calda estate
nei margini di asfalti
nel riflesso del neon blu
non ti ho vista più
hai preso un cono fragola e panna
mentre la luna diventava ciliegia.
Ed il silenzio ha preso il colore
della nuvola più vicina
della nuvola più lontana.
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HAI PRESO UN CONO
Ancora la luna
che splende
dolcemente
in quest'ora che è quasi notte fonda
una musica che diventa anch'essa luna e terra umida
in questo mese di calda estate
nei margini di asfalti
nel riflesso del neon blu
non ti ho vista più
hai preso un cono fragola e panna
mentre la luna diventava ciliegia.
Ed il silenzio ha preso il colore
della nuvola più vicina
della nuvola più lontana.
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mercoledì 8 luglio 2009
(Settimo, mercoledi 8 luglio 2009)_483
NEL CIELO DI LUGLIO
Guardando il cielo di luglio
ho saputo di angoli invisibili
e di pioggie d'oro e argento
di sabbie e polvere
e di parole storte
come una nuvola cercata e mai trovata
come isole lontane e nascoste da nebbie
come una voce non riconosciuta
e ti accorgi che era la tua.
.
NEL CIELO DI LUGLIO
Guardando il cielo di luglio
ho saputo di angoli invisibili
e di pioggie d'oro e argento
di sabbie e polvere
e di parole storte
come una nuvola cercata e mai trovata
come isole lontane e nascoste da nebbie
come una voce non riconosciuta
e ti accorgi che era la tua.
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martedì 7 luglio 2009
lunedì 6 luglio 2009
(Settimo, domenica 5 luglio 2009)_482
DI NOTTE
Qualche gatto questa notte ha rubato nuvole
adesso è addormentato sotto il tiglio e sorride sornione
è felice, non sente nemmeno il caldo.
Avvolto nella sua nuvola azzurrina e viola,
attaccata alla coda grigia del micione.
Passa una rondine e libera la nuvola,
il gatto sbadiglia e guarda la nuvola salire.
La signora Maria scende dal terzo piano
esce per andare a messa e lascia cibo e acqua
per i gatti del cortile.
.
DI NOTTE
Qualche gatto questa notte ha rubato nuvole
adesso è addormentato sotto il tiglio e sorride sornione
è felice, non sente nemmeno il caldo.
Avvolto nella sua nuvola azzurrina e viola,
attaccata alla coda grigia del micione.
Passa una rondine e libera la nuvola,
il gatto sbadiglia e guarda la nuvola salire.
La signora Maria scende dal terzo piano
esce per andare a messa e lascia cibo e acqua
per i gatti del cortile.
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(Settimo, sabato 4 luglio 2009)_481
UN TRENO CHE CI PORTI VIA
Un caldo da cicale avvolge il mattino,
tram che si sono persi la notte si asciugano rugiade
solo sognate,
mentre le nuvole con code da topo passano lente
sulla pianura
e questa si chiama estate
accendo la radio
"Azzurro" cantata da Paolo Conte mi fa chiudere gli occhi
un treno che ci porti via nell’Arizona fra cactus e indiani
e soldatini blu
un treno libero senza binari che ci porti al mare.
La lavatrice centrifuga
riapro l'occhio
un caldo afoso mi avvolge i pensieri
anche quelli di ieri.
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UN TRENO CHE CI PORTI VIA
Un caldo da cicale avvolge il mattino,
tram che si sono persi la notte si asciugano rugiade
solo sognate,
mentre le nuvole con code da topo passano lente
sulla pianura
e questa si chiama estate
accendo la radio
"Azzurro" cantata da Paolo Conte mi fa chiudere gli occhi
un treno che ci porti via nell’Arizona fra cactus e indiani
e soldatini blu
un treno libero senza binari che ci porti al mare.
La lavatrice centrifuga
riapro l'occhio
un caldo afoso mi avvolge i pensieri
anche quelli di ieri.
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martedì 30 giugno 2009
(Settimo, martedi 30 giugno 2009)_480
RIMINI 2009
La bambina che ha trentanni e troppa malinconia dentro il bicchiere
mi parla di quando piove
e delle settimane di nebbia a novembre
quando le camere degli alberghi sono vuote e silenziose.
Adesso vuole cantare:
per il mare e la luna
per la soglia semichiusa
per la linea di cemento adriatica
che sembra non finire mai.
E mi dice sorridendo
"Tutto il mondo è così ...è così..."
poi spegne l'insegna gialla del neon
con scritto Souvenir
RICORDI,
Bambina.........................." siamo qui a Rimini."
e va via sulla strada lucida
nella notte di fine giugno.
.
RIMINI 2009
La bambina che ha trentanni e troppa malinconia dentro il bicchiere
mi parla di quando piove
e delle settimane di nebbia a novembre
quando le camere degli alberghi sono vuote e silenziose.
Adesso vuole cantare:
per il mare e la luna
per la soglia semichiusa
per la linea di cemento adriatica
che sembra non finire mai.
E mi dice sorridendo
"Tutto il mondo è così ...è così..."
poi spegne l'insegna gialla del neon
con scritto Souvenir
RICORDI,
Bambina.........................." siamo qui a Rimini."
e va via sulla strada lucida
nella notte di fine giugno.
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