
Settimo - traliccio "Tino Faussone"
prog. arch. Adriana Zamboni
meteosettimo è:
- meteosettimo
- Enrico Mario Lazzarin scrive poesia dalla 1a elementare. E’ socio fondatore dell'ass. cult . “Due Fiumi” di Torino e dintorni. E’ ideatore e organizzatore della rassegna di poesia e musica “Poesia Vagabonda” giunta alla 14a edizione, nella città dove risiede, Settimo Torinese. E’ redattore della rivista “Corrente Alternata”, . Ha pubblicato due raccolte di versi: "Non piove più" (Taurus -Torino,1999) e "Ombrelli d'aprile" (Magie di carta - Chieri, 2007). Ha vinto numerosi premi per la poesia e la narrativa.
Settimo Torinese - torre medioevale
50 anni di Settimo Città
foto del mese
martedì 27 ottobre 2009
ALLA STAZIONE SUL BINARIO ZERO
Le parole nei vagoni per assonnati viaggiatori
e le nuvole inseguono frasi, poesie e respiri di baciate virgole,
punti ,
e a capo.
Si scende a Chivasso, tiro il fiato:
poi Gianriccardo suona la trombetta ma non vendiamo niente,
regaliamo le nostre nuvole,
che si mischiano alla folla che prende il treno
o spera di farlo.
"No signora, non siamo ferrovieri che scioperano"
"Ah mi scusi, non avevo ben capito.."
"Siamo solo poeti che poetano!"
Alla stazione una classe del liceo ci aspetta con occhi curiosi.
Un taxista mi chiede perchè lo facciamo:
si scrive per poi anche leggere, se no manca qualcosa
e gli spiego la teoria dello gnocco,
che quando è cotto al punto giusto viene a galla.
Così è per la memoria, si scrive e riaffiorano ricordi lontani
che vengono a galla.
Dobbiamo andare a Volpiano, qualcuno forse ci aspetta
e allora via sul treno.
Un ragazzo magrebino sorride e ci dice grazie per l'idea,
cosi è meglio l'attesa.
Una fidanzata con il cellulare ci fa arrivare in Sicilia,
mandiamo le nostre parole fino a Catania
Alle cinque della sera a Settimo,
uscita del sottopasso del binario 3 e 4,
letture poetiche:
la gente si ferma
ascolta e poi sorridendo fila a casa verso la sera.
.
lunedì 26 ottobre 2009
"Binario Zero"
lunedì 19 ottobre 2009
Binario Zero - poesie in vagone di Enrico M. Lazzarin e Gianriccardo Scheri

Festival Internazionale di Letteratura
Città di Chivasso e Settimo Torinese
“Binario Zero”
poesie in vagone di Enrico M. Lazzarin
sui treni e nelle stazioni
tra Settimo Torinese, Chivasso e Volpiano
venerdi 23 e sabato 24 ottobre 2009
dalle ore 10.00 alle 17.30
2 letture in stazione a Settimo:
2 letture in stazione a Volpiano:
2 letture in stazione a Chivasso:
- varie letture durante i viaggi in treno fra le 3 stazioni
Alberto Mori a Poesia Vagabonda

Domenica 18 ottobre ore 18,30
Ecomuseo del Freidano a Settimo Torinese
"PROCEDURE"
Viaggio nei luoghi della poesia di Alberto Mori
attraverso reading e videoproiezioni.
Presentazione a cura di Andrea Rompianesi
Versi plastici, distesi in vibranti chiaroscuri, volti alla rivalutazione, riappropriazione e restituzione della forma concreta alla verbalità
data nella ricerca dell’aderente parola/corpo.
Attraverso l’oggetto urbano, che non è solo l’oggetto consumistico,
ma l’oggetto in quanto struttura d’ingranaggi locomotori
dell’agire umano, e le modalità linguistiche decostruite,
per così dire underground, l’artista anela ad approfondire
e spazializzare le relazioni tra la parola/conoscenza,
la parola/etica, la parola/vita.
Sicché la trasfigurazione estetica si esplica nell’attenzione
del poeta verso il mondo per “consumarlo”, fruirlo, percorrerlo
in “spostamenti” “movimenti”, pause, silenzi.
Per questa via muoversi tra i versi è come attraversare
la strada, più che essere on the road, di notte, di giorno,
d’estate, d’inverno, cogliere la subitanea vista dal treno
o dall’immobile panchina di un parco in un approccio live.
I suoi versi non piangono, non biasimano, non irridono,
non esaltano… constatano con umana accoglienza
la singolare aura del tempo.
Osservarli, oltre che leggerli, significa superare
il rapporto frontale, consequenziale, in una deambulazione
tra azioni, cadenze, percezioni, soste.
(Maria Grazia Martina)
.
"Le Trame Odorose dei ricordi" a Poesia Vagabonda
"Le Trame Odorose dei ricordi"
Sergio Notario, Enrico M. Lazzarin
domenica 18 ottobre 2009
PARLANDO CON UNA NUVOLA
Sfiorato la nuvola
toccato la nuvola
senza sentirla ne’ vederla
senza sapere che lingua parlasse
gli ho chiesto come stava
che si prova ad essere nuvola
sempre in giro
tramutarsi in pioggia
diventare onda
oceano,
mare.
Essere neve
grandine
temporale.
La nuvola disegnando altre nuvole
mi ha detto:
questa è la mia vita e non so perchè
non so nemmeno cosa sarò tra pochi minuti
ma essere una nuvola mi fa felice....
In un fruscio la nuvola si è allontanata
ed io l’ho guardata sparire
verso le Alpi.
Poi ho pensato alla felicità.
.
“Dormono tutti sulla Collina” a Poesia Vagabonda
Sabato 17 ottobre ore 21
Teatro Garybaldi di Settimo Torinese
Trento Spettacoli ha presentato
“Dormono tutti sulla Collina”
monologo ispirato alla vita di Fernanda Pivano
con Maura Pettorruso
Musica dal vivo da “Non al denaro, non all’amore né al cielo”
eseguita da Gabriele Muscolino e Daniele Filosi
Luci a cura di Gianluca Bosio
MENTRE LA NOTTE
Ritrovarsi.
Tra gli occhi che brillano,
nelle parole dentro la sera
fredda d'ottobre.
Occhi bambini
in una festa che sa di vendemmia
e di sapori dimenticati.
E noi li fuori a contarci ,
è bello essere così tanti,
a provare di fare i poeti
mentre la notte ci corre accanto.
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"Le parole dentro il vino" a Poesia Vagabonda
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Quinto appuntamento di Poesia Vagabonda 2009
L'Erbaluce versato dal produttore
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La cantante Eleonora Simeone
Si degusta...
La poetessa Adriana Mondo
Mariella Fabris attrice dell'ex Teatro Settimo
Il sindaco di Volpiano, Goia
Il pubblico della serata
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sabato 17 ottobre 2009
STANOTTE HO CAPITO COME FUNZIONANO LE CANZONI
Lei era lì nella sala dello spettacolo:io non me l'aspettavo, era da tanto che non sapevo nulla. Le avevo scritto una poesia in spagnolo intitolata "quisiera mirarte" e adesso la miravo (io non scrivo le cose per finta) e ci siamo scambiati alcune parole, un certo numero di parole e anche un abbraccio e un bacio sulla guancia:lei aveva una blusa di colore variegato, i capelli raccolti in un codino di sbieco e poi ho notato che al polso sinistro aveva un certo numero di laccetti colorati legati insieme con un solo nodo, non posso giurare che fossero quattro però mi sono sembrati più di tre e cinque laccetti sarebbe esagerato, quindi è possibile che fossero quattro e dello stesso colore dei miei:infatti io ho quattro laccetti legati al polso destro con un solo nodo: notando questa diciamo coincidenza non ho pensato alle canzoni - non ancora - però mi è venuto in mente un libro o film o musical o qualcosa così: adesso non ricordo e non ho voglia di cercare con Google, mi sono rotto di cercare con Google, comunque s'intitola "Lassù qualcuno mi ama" e a me è venuta in mente precisamente la variante "lassù qualcuno mi prende per il culo". Durante tutto lo spettacolo, ascoltando poesie e canzoni l'ho guardata:la guardavo e ascoltavo le canzoni e ascoltavo qualcosa dentro me con del pianto negli occhi che guardavano e il sangue che mi mulinava strano, per fortuna nessuno se n'è accorto, almeno credo che nessuno si sia accorto,e ho capito come funzionano le canzoni. Se voi l'avevate già capito da tempo non è obbligatorio che mi facciate quei sorrisini del cazzo, ognuno capisce quando capisce,io stanotte ho capito come funzionano le canzoni. Sì, le canzoni, le canzonette ma anche certe canzoni più quotate, dicono cose da fare spavento: "ora vedraiun uomo piangere" oppure "se te ne vai mi resterà il silenzio per l'eternità" o addirittura "muoio senza te"e io ero sempre rimasto perplesso, perplesso perché il cantante dopo cantato mica piangeva, salutava il pubblico gridando "grazie, vi amo, vi amo, grazie, vi amo", rilassato e contento, poi non restava mica in silenzio per l'eternità,no, si faceva intervistare dalla radio e andava a cena e chiacchierava assai e poi mica moriva senza lei,no, non moriva, perché la sera dopo aveva una replica, e un'altra, una tournée ed era vivo, vivo senza lei. Io ero sempre rimasto perplesso ma adesso guardando lei e ascoltando la distanza fra lei e me,la distanza fra noi e le canzoni,ho capito come funzionano le canzoni.Le canzoni possono funzionare soltanto se sono per finta, se sono per scherzo, se dicono così tanto per dire: è così che funzionano le canzoni,forse anche le poesie, certe poesie ma non le mie. Io se scrivessi che muoio per lei poi morirei: per questo non lo scrivo e sono vivo. Per fare le canzoni bisogna che sia finto. Perché quando è vero, quando una cosa vera quando una cosa inutilmente quando una cosa ridicolamente vera ti mulina il sangue, ti si schiaccia negli occhi, non si può dire, non si può scrivere, forsenon si può vivere, non si può nemmeno vivere, e se proprio scrivi scrivi solo cose lievi parlando quasi d'altro, perché "muoio per te" lo si può dire soltanto per finta, le volte che è vero nessuno l'ha mai detto. Ho capito come funzionano le canzoni e certe poesie, però non le mie: e questa notte io non scriverò versi per un amore inutile e ridicolo: farò una riverenza, due passi nella notte, e scriverò un breve addio per finta.
(poesia di C. Molinaro, 5 ottobre 2009)
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martedì 13 ottobre 2009
COME LO SCOIATTOLO
Dalla piega della collina
viene la luce di questo martedi
luce pulita
luce di vento.
Intanto lo scoiattolo nel bosco di castagni
prepara gli scalini per raggiungere la sua tana nel tronco,
per quando il gelo resterà attaccato al legno,
tutto il giorno.
Scala per arrivare a casa,
fatta di pigne e pezzi di legno:
cosi non rischierà di scivolare sul tronco.
Ogni giorno una scala per arrivare ai propri pensieri
quelli più alti
ogni giorno una scala per raggiungere le proprie idee senza mai rinunciarci
come lo scoiattolo cercare pigne e libri,
scrivere poesie
per costruire gli scalini
per quando arriverà l'inverno.
.
LENTAMENTE
Il vento ha sparso colori
di foglie cadute
di plastiche maledette
di polvere e muri
di vernici sui portoni
parole scritte:
scolorite rabbie di sogni feroci e perduti,
in angoli ove i ragni hanno correnti conti
poi il sole delle 18,30
piano ha sciolto la linea azzurra e grigia delle Alpi
il vento ha sparso altro colore,
e si è girato
lentamente
lentamente
verso la città
che torna a casa
fino a non respirare più.
.
domenica 11 ottobre 2009
RITORNO NOTTURNO
Sfioro, respiro quest'aria
aria metropolitana
periferia urbana
quasi confine nel confine.
Mi piace tornare a notte fonda
i gatti sono in piena caccia
fanno girare le loro code
si contano i passi come se stessero per regalare un mazzo di rose.
Le tre di notte
una grande nuvola non mi fa vedere più la luna
ritorno a casa,
sulle scale:
una lampadina si è fulminata
dovrò cambiarla…
Forse con la luna.
.
Aperitivo Vagabondo
Sabato 10 Ottobre
L'Associazione Podio di Grasse - Francia
Paola Bonetti e la poetessa cubana Veila
Sandro Novellini e Anna Maria Gallo
PARLANDO DELLA PIOGGIA
La collina
avvolta dalla foschia nebbiosa:
cane addormentato senza luna,
respiri di finestre poco aperte,
in questa mattina di sabato d'inizio ottobre
le foglie tramutano gesti in colori
colori sfumati nei passi
e tutto si mette in moto
carrelli per la spesa
preparano parole a memoria
ripetute e ripercorse strade che non si riconoscono più
crinali, campi, mietritrebbia, giornali
nuvole popolari
senza graduatoria.
Smarrite anime in fila alla posta
si scambiano cortesie abituali
ritirando raccomandate e pacchi postali
parlando sottovoce della pioggia che verrà.
.
venerdì 9 ottobre 2009
VERSO LE 12
Autunno pieno
giornata per metà uggiosa
poi un sole scolorito è uscito
da una lavatrice
in cui hai messo tutto il bucato bianco ma ti sei scordato
una maglietta rossa
che ha macchiato con un pò di giallino-rosa
il "verso mezzogiorno"
mentre il pomeriggio,
centrifugato,
si è ristretto!
.
LE FOGLIE CHE CADONO DI NOTTE
Le foglie che cadono di notte
incontrano i sogni che non dormono mai
tenuti legati con lo spago di memorie
chiuse in valigie di cartone su treni ritardatari
in pianure popolate da pendolari senza orari
le foglie che cadono di notte
aspettano l'aprirsi di palpebre bambine
e il mattino d'ottobre
per scrivere poesie
le foglie che cadono di notte
non fanno rumore
non hanno colore:
le puoi chiudere fra le pagine del libro
che hai immaginato di scrivere
e che forse non leggerai mai
le foglie che cadono di notte
hanno sorrisi
e nuvole serene le sollevano da terra
per donarle al vento
Le foglie che cadono di notte
mi parlano di te
cercano il vento che arriva fino al mare
per farsi cullare.
.
lunedì 5 ottobre 2009
LE PAROLE PENNELLO NELLA NOTTE SOGLIA
Le parole sciolte dentro l'immagine:
e colori trasfigurati
e pensieri tracciati.
Di notte passare
dagli occhi di ieri
alle parole pennello,
un autunno facile da capire
in solitudini affollate
le foglie sciolgono colori
sulla strada
della notte soglia.
Che scrive parole leggere
e sa leggere ad occhi chiusi.
.
Terzo appuntamento con POESIA VAGABONDA
presso l'Ecomuseo del Freidano a Settimo Torinese
.
sabato 3 ottobre 2009
PASSO IL PO...PER DANILO RUZZA
Passo il Po sul ponte da Castiglione a Settimo e…
penso a Danilo Ruzza
raccoglitore di immagini
che sapeva abilmente mettere una vicino all'altra
per farne una storia, la sua, la nostra
Trasformazioni urbane e sociali
trasformazioni epocali.
Lui da sempre,
a fotografare e registrare cambiamenti
di questa Settimo Città.
Di questa pianura,
conosceva i respiri e i sudori.
Delle sue raccolte fotografiche e di cartoline
diceva:
un pò in italiano
un pò in dialetto Polesano:
"E’ per le radici, bisogna avere radici
il passato va fermato io uso gli scatti fotografici
se no caro non se capise il presente "
Caro Polesano che eri Settimese che la terra ti sia lieve.
Adesso Danilo,
da lassù potrai avere una migliore prospettiva
per le tue foto
che sono certo continuerai a fare.
.
venerdì 2 ottobre 2009
SENZA LE NUVOLE
Nella parata militare sflilano
allineati giovani soldati
ore e giorni a provare
tutto in ordine
non una parola in più nei discorsi delle gerarchie del Partito.
Oggi la Cina Popolare festeggia i sessantanni dalla rivoluzione Maoista.
Il Leader tolta la cravatta, indossata la divisa un po’ malinconica del militante rivoluzionario
molto è cambiato nella Cina e nel mondo
in un cielo limpidissimo passano i nuovi missili made in Cina.
Ioduro d'argento per far sparire le nuvole:
la rivoluzione non ammette ombre !
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