Proverbio del mese
Gené sut, tanti frut.
Gennaio asciutto, tanti frutti.
(Settimo, martedi 11 gennaio 2011)_777
LA PIOGGIA CHE NON C’È
Umidità sulle maniglie dei bar.
Passi su strade rifatte e disfatte come letti consueti
e calori-colori nascosti nelle pieghe di questo cielo.
Di questa mattina con questa pioggia
che non sembra scendere
perché è leggera
e senza suono bagna occhi.
Le finestre opache
odorano di colline sotto la pioggia.
(Settimo, domenica 9 gennaio 2011)_776
SI TOLGONO MUSCHI
Leggo questo libro sui viaggi di Antonio Tabucchi.
Che parla di Lisbona.
Apro la finestra e lascio entrare la nebbia
quello che le resta appiccicato della notte con un soffio si leva
si lava via.
Rimane l’umidità nella stanza
rimane una finestra aperta
un libro da finire
un viaggiare di occhi
e un tornare di scarpe e gambe.
Domenica dopo l’Epifania
si tolgono muschi.
(Settimo, venerdi 7 gennaio 2011)_775
POCO TRAFFICO
I rami più alti
si sono raccolti
nei loro margini,
in sottili contorni
aperture minime
intermittenze anabbaglianti.
Impercettibili battiti di cuori
nel poco traffico.
Aspettano la luna.
(Settimo, giovedi 6 gennaio 2011)_774
GIOVEDI DA BEFANA
Come la notte il gatto si sorprende SEMPRE nella luce
nel mattino.
Un giovedì da Befana
il giorno dei bambini e camini
nei rotoli che non finiscono mai
sono le miserie di padroni
con la legge del mercato
sul tavolo
seduti attoniti impauriti con lingue di fuori
e gli occhi chiusi.
Uomini con il mutuo da pagare e la figlia da far studiare.
"Non siamo più ieri siamo il futuro "
grida,
mentre stringe le mani
l'uomo del maglione scuro
pensa che nemmeno quando era bambino credeva alla Befana.
Il gatto ora ha trovato l'equilibrio tra la luce e la sua coda.